Malvasia di Lipari DOC

12 agosto 2015 - 12:57 | Di | Categoria: Cibo & Territorio, DOC, EXPO Milano 2015, Prodotti tipici, Vini & Territorio

La “Malvasia delle Lipari” è un vino che si ottiene dalle uve provenienti dai vigneti composti dalla seguente proporzione di vitigni:

  • Malvasia delle Lipari (dal 92 al 95%);
  • Corinto nero (dal 5 all’8%), varietà impiegata per dare colore e riflessi ramati.

Ne esistono 3 varietà:

  • Bianco (o naturale);
  • Passito;

Rispetto alla varietà Bianco, per preparare le altre 2 varietà le uve si fanno appassire, in modo che:

  •  il tipo Passito abbia una gradazione minima di 18 e un affinamento obbligatorio di nove mesi;
  •  il tipo Liquoroso abbia una gradazione minima di 20 e un affinamento di sei mesi.

Sia la tipologia Passito che quella Liquoroso possono essere utilizzate anche come vini da dessert, per accompagnare i dolci tipici dell’isola (dolcetti alle mandorle, pasticcini alla frutta secca, torta all’arancia, biscotti, ecc) oppure essere bevute come vini da meditazione.

LE VARIETA’ DEI VINI “MALVASIA DELLE LIPARI”:

La ”Malvasia delle Lipari” Bianco

Il vino Malvasia delle Lipari naturale è ottenuto con uve fresche, l’affinamento in bottiglia è previsto per un minimo di un anno ma si conserva bene anche per più di dieci anni.

Il colore varia dal giallo oro all’ambra, più carico via via che procede l’invecchiamento.

Il profumo è aromatico, intenso e corposo, con sentori di fiori d’arancio, pompelmo e gelsomino.

Il sapore è dolce e delicato (non a caso viene detta anche “nettare degli dei”). La sua gradazione minima è di 11,5 gradi.

Utilizzato come vino da pasto, va servito freddo e ben si accompagna ai primi e secondi piatti di pesce della cucina eoliana, ed ai formaggi piccanti come provola e gorgonzola.

 

La “Malvasia delle Lipari” Passito

 

Il Passito è un vino naturalmente dolce e al tempo stesso molto ricco in alcol, ottenuti  da uve sane particolarmente ricche di zucchero, che abbiano subito una essiccazione, che può avvenire in modi diversi, sulla pianta  o su appositi graticci.          Ha bisogno di 7 mesi per l’invecchiamento.

Il colore è giallo ambrato, il bouquet di notevole ampiezza rivela sentori di eucalipto, miele, fiori spontanei, erbe aromatiche; in bocca è vellutato, dolce ed elegante, con leggero gusto di albicocca, persistente. Il disciplinare prevede un affinamento per un periodo di almeno sei mesi obbligatori e una gradazione alcolica minima di 18 gradi.

Si può abbinare a frutta secca, a fine pasti.

 

La “Malvasia delle Lipari” Liquoroso

 

I vini liquorosi sono quelli ottenuti da un vino base prodotto con uve aromatiche (Moscato, Malvasia, Aleatico, etc…) a cui si aggiunge alcol, acquavite di vino, mosto concentrato, per avere un tenore alcolico più alto.

Presenta il classico colore giallo carico mielato, mentre al naso i profumi ricordano quelli dell’albicocca e della pesca. Al palato è morbido, caldo, aromatico e persistente.

Ha una gradazione alcolica minima di 20° C e impiega sei mesi per il suo affinamento.
LA ZONA DI PRODUZIONE:

Oggi la “Malvasia delle Lipari DOC” è prodotta principalmente nelle isole di Salina e Stromboli, mentre in altre zone delle Eolie si osserva una produzione più modesta.
ORIGINI STORICHE:
La Malvasia delle Lipari è una cultivar appartenente al gruppo delle Malvasie. Il nome deriva dalla città greca del Peloponneso Monembasi, Menemvasia o Monovazia (cioè porto con una sola entrata).

Il vitigno bianco Malvasia potrebbe essere stato introdotto dai Micenei, che nel XVI-XIV secolo a.C ebbero stretti rapporti con le popolazioni dell’arcipelago eoliano. Secondo altri la cultivar potrebbe essere stata introdotta dai Greci Cnidi nel 1580 a.C.

Il Corinto Nero è invece un vitigno rosso presente in tutto il Mediterraneo ancora prima della colonizzazione greca delle isole Eolie, che iniziò intorno al 580 a.C.

Una delle prime testimonianze della produzione vitivinicola delle Eolie risale al 1596 ad opera del filosofo Andrea Bacci, che definì la Malvasia come un vino dal gusto sincero.

Tra le altre testimonianze si ricorda quella dello scrittore francese Guy de Maupassant, che nel 1890, nell’opera “La vita errante”, lo descrive così: ”Sembra sciroppo di zolfo. È proprio il vino dei vulcani, denso, zuccherato, dorato e con un tale sapore di zolfo che vi rimane al palato fino a sera: il vino del diavolo”.

All’esposizione di Parigi del 1900 il vino da dessert delle Eolie ricevette un premio e alla “mostra dei vini tipici di Siena” del ’33, fu definito “d’aroma squisito”.

Dopo un periodo di bassa produzione, dovuto all’insetto della filossera che distrusse la maggior parte dei vigneti, nella seconda metà del Novecento ne fu incentivata la coltivazione.
RICONOSCIMENTO D.O.C.

La Malvasia delle Lipari ha ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine controllata con D.P.R. del 20 Settembre 1973, pubblicato nella G.U. del 30 Gennaio 1974.
LA STRADA DEL VINO:
Assieme al Faro e al Mamertino, la Malvasia delle Lipari è stata inserita in un percorso chiamato “Strade del vino”, per la promozione della cultura enologica agli appassionati e diffondere e sviluppare in modo piacevole la conoscenza del “buon vino” come espressione genuina dell’isola.

Il percorso della “Malvasia delle Lipari DOC” si sviluppa nelle isole Eolie, con visite guidata alle tradizionali cantine e ai vigneti, per seguire passo dopo passo la produzione del vino e conoscere i metodi di coltivazione, con spiegazione dei sistemi di appassimento e vinificazione fino all’imbottigliamento. Nelle isole Eolie vite e vigneto sono immersi in uno scenario in cui la magia del mare si combina alla testimonianza dei tempi andati.

La Strada del vino della “Malvasia delle Lipari Doc si svolge lunga un sentiero che conduce alla scoperta dell’isola Salina e le sue municipalità.

LE TECNICHE DI PRODUZIONE:

L’uva viene raccolta dopo che si è lasciata appassire sulla pianta, in avanzato stato di maturazione e, dopo la vendemmia, viene esposta al sole per circa due settimane su grandi graticci di canne detti  “cannizzi”.

Le uve vengono pigiate delicatamente e tramutata in mosto.

Subisce poi una macerazione a bassa temperatura per 10/12 ore, con fermentazione in silos d’acciaio. Il prodotto ottenuto viene stabilizzato e affinato per un periodo di 8 mesi.

Successivamente è pronto per essere imbottigliato e commercializzato dal 1° giugno successivo.

Dalle vinacce di Malvasia si distilla anche l’omonima grappa, usando tecniche di distillazione a bagnomaria a ciclo discontinuo, che offre all’olfatto profumi fruttati e vegetali, di gusto alcolico e morbido.

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