Monte Etna DOP

11 agosto 2015 - 16:03 | Di | Categoria: Cibo & Territorio, DOP, EXPO Milano 2015, Prodotti tipici

L’olio extravergine di oliva Monte Etna DOP presenta un colore giallo-oro con riflessi verdi. Ha un odore leggermente fruttato ed un sapore fruttato, con sensazione leggera di amaro e piccante.

Il livello di acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi 0,6 per 100 gr. di olio ed un punteggio al panel test maggiore o uguale a 7.

Si utilizza in cottura su arrosti di pesce, verdure bollite e minestre di legumi.

E’ ottimo anche a crudo, su bruschette ed ortaggi freschi.

È opportuno conservarlo in ambienti freschi e al riparo dalla luce, ad una temperatura compresa fra 14 e 18 °C, lontano da fonti di calore e da prodotti che emanino particolari odori, per mantenere intatte le sue caratteristiche organolettiche.

È inoltre consigliabile consumarlo entro 4-6 mesi dalla spremitura, per gustarlo nel periodo di massima espressione del suo sapore.

 

ZONA DI PRODUZIONE:

 La zona di produzione, trasformazione e confezionamento di quest’olio extravergine interessa alcuni comuni posti alle pendici del monte Etna, ricadenti nelle provincie di:

  • Catania: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Maniace, Motta S.Anastasia, Paternò, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia e San Pietro Clarenza;
  • Messina: Malvagna, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone e Santa Domenica Vittoria;
  • Enna: Centuripe.

 

MATERIE PRIME:

 L’olio extravergine d’oliva Monte Etna DOP è ottenuto da olive della varietà Nocellara Etnea, presente negli oliveti in misura non inferiore al 65%, nel pieno rispetto del disciplinare di produzione. Controllato e garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Possono concorrere anche altre varietà presenti nella zona quali Moresca, Tonda Iblea, Ogliarola Messinese, Biancolilla, Brandofino e Olivo di Castiglione, ma fino ad un massimo del 35%.

 

METODO DI PRODUZIONE:

Le olive devono essere raccolte direttamente dalla pianta con la tecnica della pettinatura a mano delle chiome e con l’ausilio di mezzi meccanici idonei e reti di raccolta, onde evitare di mescolare le olive raccolte con quelle già precedentemente cadute sul terreno. La bacchiatura dei rami non è consentita. Si conservano in recipienti rigidi ed areati, in locali con basso livello di umidità ed a temperatura non superiore a 15 °C.

La molitura deve avvenire entro due giorni dalla raccolta, esclusivamente con macine in pietra e frangitoi meccanici e le olive vanno precedentemente separate delle foglie, con l’uso di aspiratrici, Vanno poi lavate accuratamente con acqua corrente e fatte passare su griglie vibranti per l’allontanamento dell’acqua e di eventuali residui di foglie e corpi estranei.

La gramolatura è effettuata nel rispetto dei tempi e delle temperature.

La permanenza della pasta di olive nella gramola varia in funzione del grado di maturazione dei frutti da 15 a 40 minuti, mentre la temperatura dell’acqua nell’intercapedine esterna della gramolatrice deve garantire che la pasta di olive in lavorazione non superi i 28-30 °C.

Una volta nel frantoio sono frante a freddo. Solo l’olio di prima spremitura diventa olio extravergine DOP. Dopo la fase di chiarificazione l’olio è pronto per l’imbottigliamento e la commercializzazione.

 

ORIGINI STORICHE:

 L’olivicoltura nella Sicilia orientale ed in particolare nella zona di produzione dell’olio extravergine d’oliva Monte Etna DOP ha origini plurimillenarie.

L’introduzione della coltura dell’olivo nella zona orientale della Sicilia e` avvenuta nel primo millennio A.C. ad opera dei Fenici e da parte dei Greci a partire dall’VIII secolo A.C..

In questa zona la presenza del vulcano, con le sue manifestazioni eruttive, ha alimentato il mito di questa coltura: il Ciclope Polifemo, personificazione dell’Etna con il suo unico occhio iniettato di fuoco, viene infatti accecato da Ulisse e compagni con un tronco di olivo.

Già nel III secolo A.C. i Romani imposero pesanti tributi sull’olio dell’isola per scongiurare la concorrenza che questo faceva alla produzione della Campania e del Lazio.

Successivamente, gli Arabi, durante il loro dominio in Sicilia, diedero impulso e razionalità alla coltura.

Testimonianza dell’importanza della produzione oleicola “Etnea” si riscontra già nell’opera di Pietro Bembo che, nel suo “De Aetna”, cita la bontà ed il pregio della coltura dell’olivo attorno all’Etna.

In epoca successiva sono stati testimoni di questa produzione locale il naturalista Lazzaro Spallanzani, gli scrittori Stoppani, Goethe, Guy de Maupassant e tanti altri.

Una nota entusiasta e` quella fatta da Tocqueville nel marzo del 1827 durante il suo viaggio in Sicilia, dove a proposito della zona dell’Etna parla di presenza di prosperità ed abbondanza grazie alle coltivazioni locali di olivo rese particolarmente fertili grazie alle peculiari proprietà conferite ai terreni dal vulcano.

Per tutto il 1800 e i primi del 1900 l’olio di oliva dell’Etna e` stato conosciuto ed apprezzato da molti consumatori italiani ed europei, grazie ai notevoli quantitativi commercializzati dal porto di Catania verso le destinazioni continentali.

 

Valori nutrizionali medi per 100 ml.

  • Valore energetico: 824 kcal 3389 kJ
  • Proteine: 0 g
  • Carboidrati: 0 g
  • Colesterolo: 0 mg
  • Grassi: 91,6 g
    • di cui: saturi: 13,8 g
    • monoinsaturi: 68,7 g
    • polinsaturi: 9,1 g
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